Sinistra per Calenzano: “La nostra proposta di governo”

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Ad un anno di distanza dalle elezioni per il rinnovo dell’Amministrazione comunale, con un suo documento politico Sinistra per Calenzano chiarisce la sua proposta di governo e lancia un appello affinché sia aperto un percorso di confronto e revisione delle scelte amministrative attuali e future, unica possibilità per provare a ricostruire un fronte progressista unitario.
Riportiamo integralmente il documento approvato dall’Assemblea dei Soci di Sinistra per Calenzano, riunitasi lunedì 22 maggio alla Casa del Popolo di Calenzano.

“Fra un anno si voterà per il rinnovo dell’amministrazione del nostro Comune.
È naturale che in questa prospettiva si inizi ad interrogarsi su quali possano essere le alleanze politiche ed in particolare, per quanto ci interessa, sulla possibilità che le forze progressiste si presentino unitariamente.
È un tema che ci appartiene, intorno al quale cerchiamo di lavorare da anni e continueremo a farlo sinché sarà possibile.
Perché si realizzi occorre che le basi siano chiare e definiti gli ambiti in cui si può realizzare.
Non servono gli appelli general-generici sui grandi temi, dall’antifascismo all’antirazzismo, dalla pace all’ambiente.
Sono temi che declamati in termini generali non possono che trovare l’accordo di tutti. Infatti essendo la nostra Associazione una realtà civica locale, quando ci siamo trovati di fronte agli appuntamenti elettorali che riguardavano la Regione o il Parlamento abbiamo sempre invitato in primo luogo di andare a votare e farlo all’interno delle forze progressiste a secondo delle sensibilità di ognuno.
Così faremo anche per il rinnovo del Parlamento Europeo, ma qui si tratta di decidere per il nostro Comune.
A nostro avviso ciò che serve è una proposta chiara sui temi concreti della vita della nostra comunità, una visione per il futuro del nostro Comune.
Governare il territorio tenendo prioritariamente presente che il tessuto urbano è stato da tempo completato, ciò che è necessario è rigenerare il tanto esistente non utilizzato e non costruire nuove edificazioni in terreni che sono a verde o ad uso agricolo.
Riconnettere un tessuto sociale valorizzando tutte le forme di volontariato e associazionismo che sono un tesoro inestimabile della nostra società.
Concretizzare la partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative attraverso un grande dialogo, e non trasformando i percorsi partecipativi in adempimenti burocratici privi di sostanza.
Riporre grande attenzione al funzionamento della macchina amministrativa affinché si realizzi sempre meglio l’obiettivo del Comune vicino al cittadino.
Questi alcuni dei temi da affrontare. Il punto da chiarire però è anche un altro.
Questi possono essere i temi alla base di una futura visione per il nostro Comune, ma le decisioni che si assumono ora non sono il passato sono esse stesse il futuro.
Le previsioni urbanistiche impatteranno tutte sulla futura amministrazione, dal capannone in località Fibbiana alla rigenerazione degli alloggi ERP.
Ciò vale anche per le ipotesi di investimenti che evidentemente ormai non saranno certo realizzati in questa consiliatura ma demandati alla prossima.
È un nodo ineludibile, IL FUTURO SI COSTRUISCE ORA, ed è impossibile farlo senza ripensare anche a quello che si sta facendo.
Come si sostanzia la volontà unitaria se anche in questi giorni vengono assunte decisioni senza nessuna volontà di confronto?
Ad esempio, la decisione di alienare gli immobili di Via Mascagni alle scale (quelli vicini al Teatro Manzoni), senza pensare alla possibilità di un loro utilizzo a fini pubblici.
Si propongono investimenti di circa 15 milioni sulle scuole senza supportarli con una corretta analisi degli andamenti demografici e le prospettive indicate dagli organi scolastici sovracomunali.
Non si può etichettare tutto questo come passato, stanno ipotecando il nostro futuro senza possibilità di confronto.
Le spinte rinnovatrici che si affermano a livello nazionale non sembrano trovare riscontro nella nostra realtà.
Di questo occorre discutere, auspichiamo che chi sente, come noi, l’esigenza di costruire unità fra le forze progressiste abbia il coraggio e la forza di porsi questi temi.
Non basta quindi una generica volontà astratta dai contenuti, è un percorso sicuramente difficile ma è quello che occorre.”

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