Sospensione invio armi in Ucraina: respinto emendamento di Sinistra per Calenzano

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Nel Consiglio comunale di giovedì scorso è stato respinto, con i voti contrari del Partito Democratico e l’uscita dall’aula di Calenzano Futura all’atto del voto, l’Ordine del Giorno di Sinistra per Calenzano “per una iniziativa politico diplomatica dell’Italia in Europa e nella NATO, anche sospendendo l’invio di ulteriori armi all’Ucraina, per arrivare ad un negoziato per il cessate il fuoco e ad una conferenza internazionale di pace”.

Nella discussione del documento, il PD ha presentato un emendamento per chiedere, fra l’altro, di rimuovere lo stop all’invio di armi: Sinistra per Calenzano non ha ritenuto possibile accogliere la modifica, e questo ha portato al voto contrario.

Eppure ormai, dalle dichiarazioni del Presidente Joe Biden e di altri esponenti del governo e del parlamento Usa, del Premier Britannico Boris Johnson e di alti rappresentanti della Commissione europea e della NATO, emerge chiaramente la volontà univoca di far proseguire il conflitto fino alla sconfitta dell’aggressore con una strategia che porta ad un innalzamento del livello dello scontro armato, secondo gli accordi presi a Ramstein a fine aprile in cui 43 paesi – fra cui l’Italia – si sono impegnati ad inviare all’Ucraina una quantità e qualità di armi tali da innescare di fatto una nuova escalation militare.

Il sostanziale stallo dei negoziati di pace russo-ucraini e l’escalation militare in atto destano una profonda preoccupazione, di fronte alle migliaia e migliaia di vittime della guerra e alla possibilità che il conflitto perduri con il suo carico di distruzione e morte: dovrebbe destare allarme il possibile allargamento del conflitto fino al coinvolgimento della NATO, e quindi anche del nostro Paese come forza cobelligerante.

In questa fase l’invio di ulteriori armi appare dunque in forte contrasto con la necessità di aprire una trattativa che possa portare ad un cessate il fuoco, finalità esplicitata anche nella mozione approvata dal Parlamento in cui si afferma invece che l’aiuto militare all’Ucraina deve andare accompagnarsi con il sostegno ad “ogni iniziativa multilaterale e bilaterale utile ad una de-escalation militare e alla ripresa di un percorso negoziale tra Kiev e Mosca”.

Diverse le richieste al Consiglio comunale contenute nel documento, fra cui quella di impegnarsi a chiedere al Governo di far sentire la propria voce affinché, anche nel campo occidentale, si interrompa l’escalation verbale bellicista, assumendo forti iniziative politico-diplomatiche che includano la sospensione dell’invio di nuovi armamenti all’Ucraina, per non alimentare il continuo innalzamento dello scontro militare.

Si chiedeva anche di rilanciare la proposta del Presidente Mattarella per arrivare ad una nuova conferenza di Helsinki, promuovendo una nuova idea di sicurezza comune che riguardi tutto il continente, e di rendersi disponibile affinché il Parlamento possa tornare a discutere e decidere quale linea debba tenere il nostro Paese sul conflitto in corso.

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