20 dicembre 1870 – Firenze dichiarata Benemerita della Nazione

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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

20 dicembre 1870 – Firenze dichiarata Benemerita della Nazione

 Il 20 settembre 1870 con la breccia di Porta Pia e la fine dello Stato Pontificio si realizzarono finalmente le condizioni affinché Roma diventasse la Capitale del Regno. Per Firenze si chiuse così un’esperienza che nessuno considerò entusiasmante e che invece fu drammatica dal punto di vista economico. Di lì a poco l’esodo di migliaia di persone impattò le finanze di tutti i fiorentini. Disoccupazione, case e negozi sfitti, imprese costrette a chiudere e, infine, il dissesto dei conti del Comune che nel 1878 dovette dichiarare fallimento.

Fu in questo periodo che Carlo Lorenzini, vecchio mazziniano che aveva partecipato alla prima e alla seconda guerra d’Indipendenza, scrisse una serie di articoli che con il loro tono sarcastico anticiparono lo stile che poi ritroveremo in Pinocchio. Da questi brani emergono l’amarezza e la rassegnazione con cui lui e i fiorentini accolsero i cambiamenti:

 

L’Italia politica generò Roma e i Romani, i quali essendo bella e muscolosa gente, furono rapiti dalle Sabine. E i Romani e le Sabine generarono la repubblica, la quale per mantenersi fedele a’ suoi prìncipi generò l’Impero.

E l’Impero, disfacendosi generò il papato e i Preti di Roma; i quali generarono Vincenzo Gioberti: e Gioberti generò Pio Nono, e Pio Nono generò la Guardia Civica e tutti gli altri malanni d’Italia.

E i malanni d’Italia generarono il Conte di Cavour, il quale a Plombiers generò l’Italia nuova, e l’Italia nuova generò il bisogno di portare la Capitale a Roma, facendo tappa a Firenze.

E così Firenze che nel 1859 era rimasta vedova e, novella Artemisia, aveva bevuto perfino le ceneri del defunto marito, passò in seconde nozze con un vagabondo che girava per l’Italia sotto il trasparente incognito di “governo italiano”   (Carlo Lorenzini)

 

Intanto il 20 dicembre 1870 la Camera dei Deputati proclamò Firenze Benemerita della Nazione per lo spirito di liberalità e patriottismo con cui la città aveva accettato il ruolo di sede temporanea del governo italiano e delle istituzioni del Regno. Fu una ben magra consolazione, ma i fiorentini seppero comunque trovare sollievo dalla partenza dei piemontesi che, fin dal loro arrivo, erano stati spregiativamente chiamati buzzurri come i venditori di castagnaccio delle valli alpine. Non erano ancora gobbi, ma per i fiorentini erano già insopportabili.

Daniele Niccoli

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