29 settembre 1525 – I Ginori acquistano la villa di Doccia

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Viottolone Ginori

Sesto giorno per giorno, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro Sesto una bella storia.

Fatti e date che caratterizzano la storia e la cronaca della città di Sesto.

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l’anima che hai (Francesco Guccini)

SESTO GIORNO PER GIORNO

29 settembre 1525 – I Ginori acquistano la villa di Doccia

Quando Morello c’ha il cappello,
contadin piglia l’ombrello

Anche da un vecchio proverbio come questo si capisce il profondo legame che unisce i sestesi al “loro” monte. Fino a qualche decennio fa non esistevano strade per salire in quota, ma gli abitanti della Piana, nei secoli, non hanno mai mancato di gettare uno sguardo curioso e interessato sull’altura tripuntuta. Succedeva anche nel ’600 quando sul monte acuto, all’epoca completamente privo di vegetazione per volere della repubblica fiorentina, comparve il famoso Viottolone: due file di cipressi che collegavano la villa Ginori alla sommità del monte.
Monte Morello 3

Sull’origine del singolare filare fino al secolo scorso circolava una curiosa leggenda: un rampollo della casata Ginori lo avrebbe realizzato per far colpo su una giovane Guicciardini che abitava nella villa più a sud. Si tratterebbe quindi di un’opera d’ingegneria botanica, volta a far trionfare l’amore. Secondo la leggenda sarebbe servita a superare il dislivello di lignaggio fra le due famiglie.
Per quanto le leggende nascondano sempre qualcosa di vero, l’ipotesi appare azzardata visto che ad acquisire per primi un titolo nobiliare furono i Ginori nel 1450 con Gabriello di Piero anticipando di quasi due secoli Piero Guicciardini che si fregiò del titolo di marchese nel 1604.
Anche da un punto di vista cronologico le cose non tornano. I Ginori acquistarono la villa nel 1525 dai Della Tosa e realizzarono il Viottolone nel seicento. I Guicciardini, invece, divennero proprietari della villa di Sesto solo nel 1907 quando, con la morte del vecchio proprietario, Bardo Corsi Salviati, la villa passò in eredità al nipote Giulio Guicciardini, figlio di Ludovico e Francesca Corsi Salviati. La giovane innamorata avrebbe potuto allora essere una Corsi. In quel caso quasi sicuramente l’amore sarebbe stato tribolato visti i cattivi rapporti tra le due famiglie almeno a partire dai primi anni del Settecento. L’utilizzo delle acque del Rimaggio e la cessione del terreno per la costruzione del primo tratto della strada per Morello furono alla base di diatribe e cause legali.
Come tutte le leggende che si rispettino anche questa ha una seconda versione: il viottolone sarebbe stato costruito per permettere a un Ginori di raggiungere ‘rapidamente’ sulla vetta di monte Acuto una giovane contadina sua amante. La versione meno elitaria è altrettanto inverosimile. Basta percorrere il sentiero in salita per capire che il signorotto avrebbe perso per strada tutto il suo ardore.

Rimane quindi il dubbio sull’origine del Viottolone: amore o esperimento botanico?

Daniele Niccoli

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