6 novembre 2002 – Lettera di Oriana Fallaci ai fiorentini

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Firenze 365

Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

6 novembre 2002 – Lettera di Oriana Fallaci ai fiorentini

Nel novembre 2002 il movimento italiano no-global organizzò a Firenze il Forum Sociale Europeo. Erano ancora calde le polemiche legate ai fatti del G8 di Genova dell’anno precedente. In quell’occasione i movimenti no- global e le associazioni pacifiste avevano dato vita a manifestazioni di dissenso nei confronti delle politiche neoliberiste dei grandi del mondo.

Le proteste erano sfociate in gravi tumulti di piazza sia per la presenza di gruppi di facinorosi fra i manifestanti, i tristemente famosi black bloc, sia per l’inadeguato comportamento delle forze dell’ordine. Le giornate di protesta terminarono tragicamente con la morte di un dimostrante, Carlo Giuliani, e l’ingiustificato pestaggio dei manifestanti che dormivano nei locali della scuola Diaz.

Con queste premesse molta era la preoccupazione per i danni che il raduno poteva produrre alla città di Firenze e ai suoi monumenti. Anche il mondo della cultura si divise. Se da una parte ci fu chi, come Dario Fo e Franca Rame, partecipò attivamente alla manifestazione, dall’altra ci fu chi, come la giornalista fiorentina Oriana Fallaci, si oppose strenuamente alla sua realizzazione.

Eh, sì, fiorentini: siamo proprio soli a difendere la nostra dignità. Soli con quei poveri carabinieri e quei poveri poliziotti che comunque vada ne usciranno maltrattati, insultati, calunniati.
Quei poveri figli del popolo che a Genova vennero accusati d’aver spento le sigarette sul morto (Oriana Fallaci)

Alla fine il forum fiorentino fu un successo grazie alla serena e pacifica partecipazione di circa trentamila persone alla manifestazione, ma non ebbe nessun seguito significativo perché non fu prodotto nessun modello alternativo di sviluppo. A Firenze, piuttosto rimase l’amarezza procurata dalle battaglie verbali tra Dario Fo e Oriana Fallaci simbolo, loro, di cambiamenti veramente epocali: l’ex repubblichino sulle “barricate a cantare Bella Ciao e l’ex partigiana a dispensare elogi alle forze dell’ordine che avevano operato a Genova.

La scrittrice fiorentina negli ultimi anni della sua vita tenne posizioni sul tema dei diritti civili che apparvero, ma forse non lo erano, in contraddizione con i suoi pensieri giovanili. La sua battaglia contro l’Islam dopo i fatti dell’11 settembre 2001 si colorò di toni che a molti apparvero eccessivi. Si scagliò contro il modo di fare politica tipico della sinistra. Forse per questo non ottenne mai da Firenze la massima onorificenza, quel fiorino d’oro che d’altra parte lei stessa sembrava sdegnare.

Insomma il Fiorino d’Oro. Non si azzardi a darmelo, eh?
Se si azzarda, glielo ficco in gola (Oriana Fallaci)

Daniele Niccoli

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