Nel Consiglio comunale ho espresso voto contrario sul nuovo Piano economico-finanziario dei rifiuti e sulle tariffe TARI 2026, che comportano per Calenzano aumenti medi indicati dall’Amministrazione nel 4% per le famiglie e nel 7% per le attività economiche.
Le medie però non raccontano gli effetti sulle singole utenze. A titolo puramente esemplificativo, applicando le tariffe deliberate a una abitazione di 100 metri quadrati, la TARI base risulta aumentare di circa il 7,2% per un nucleo composto da una sola persona e del 3,4% per una famiglia di quattro componenti. Si tratta di simulazioni indicative, al netto del TEFA, delle componenti perequative e di eventuali agevolazioni.
%nbsp;
Anche per le attività economiche gli incrementi non sono uniformi: dal confronto tra il 2025 e il 2026 emerge un aumento di circa il 5,5% per ristoranti, pizzerie e del 6,1% per bar, caffè e pasticcerie.
Il Piano prevede costi complessivi superiori a 6,6 milioni di euro nel 2026, destinati a crescere ulteriormente nel 2027. Ho quindi chiesto quali misure concrete siano previste per contenere le spese, migliorare la riscossione ed evitare che nuovi aumenti vengano trasferiti su famiglie e attività economiche. Non basta richiamare i vincoli del PEF ma occorre spiegare cosa sia stato fatto e cosa si intenda fare per ridurre i costi futuri.
Riconosco il valore delle agevolazioni previste per le famiglie in difficoltà, ma restano troppe questioni aperte sulla crescita dei costi e sugli interventi necessari per contenerla.
Non è inoltre convincente sostenere che il voto favorevole espresso da Calenzano in sede ATO non avesse alcun significato in quanto ogni voto rappresenta una precisa scelta politica.
Per queste ragioni ho votato contro chiedendo un impegno concreto per contenere le tariffe future.
Daniele Baratti capogruppo Lega-Forza Italia


