Legionella a Sesto, Papa (Lega): “Salute pubblica si difende con la prevenzione”

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Stefania Papa

La vicenda della legionella nelle scuole di Sesto Fiorentino riaccende un tema fondamentale: la salute pubblica si difende con la prevenzione.

A intervenire è il Consigliere comunale Stefania Papa (Lega), biologa, che ha annunciato di aver chiesto l’accesso agli atti per acquisire un quadro puntuale sui controlli effettuati, sugli esiti delle analisi, sugli interventi adottati e sulle verifiche successive.

I recenti riscontri di valori anomali legati alla legionella al nido Rodari e alla scuola primaria Villa San Lorenzo hanno portato all’adozione di misure precauzionali e a interventi sugli impianti idrici. Al nido Rodari era stata inizialmente sospesa in via precauzionale l’erogazione dell’acqua calda dopo il rilevamento dell’anomalia.

“È giusto riconoscere l’importanza dei controlli che hanno consentito di individuare il problema – afferma Papa in una nota stampa – ma proprio questa vicenda dimostra quanto sia necessario lavorare prima che una criticità emerga. Prevenzione significa monitoraggio costante, controlli programmati, capacità di leggere i dati, informazione corretta e procedure chiare”.

Per Papa, il caso di Sesto Fiorentino non deve essere considerato soltanto come una questione locale.

“Le scuole, gli edifici pubblici e le strutture frequentate da persone fragili sono presenti in ogni Comune. Per questo credo sia utile allargare la riflessione anche a livello regionale, favorendo criteri omogenei di prevenzione, monitoraggio e comunicazione e una collaborazione più strutturata tra Comuni, Aziende sanitarie e professionalità scientifiche”.

In questo quadro torna centrale quanto già sostenuto nella mozione presentata nei mesi scorsi sul ruolo strategico del biologo ambientale e di comunità, individuato come possibile supporto tecnico-scientifico alle amministrazioni locali nelle attività di prevenzione dei rischi biologici e ambientali, monitoraggio del territorio, analisi dei dati, programmazione degli interventi e informazione ai cittadini.

La stessa mozione proponeva l’istituzione di un Protocollo comunale permanente per la prevenzione, la sorveglianza e il monitoraggio dei rischi biologici, con strumenti per la raccolta e l’analisi dei dati, la verifica degli interventi, l’informazione della cittadinanza e il raccordo istituzionale.

“Quegli atti non erano riferiti specificamente alla legionella, ma il principio era esattamente questo: passare da una logica esclusivamente emergenziale a una cultura ordinaria della prevenzione. È un ragionamento che riguarda Sesto Fiorentino, ma che può e deve assumere anche una dimensione regionale. Per questo gli atti già presentati saranno riproposti nel prossimo Consiglio comunale, con l’obiettivo di riportare al centro del confronto istituzionale il tema della prevenzione, del monitoraggio, delle competenze scientifiche e del coordinamento tra enti”.

La mozione chiedeva infatti anche di promuovere presso la Regione Toscana un modello coordinato di prevenzione dei rischi biologici e ambientali e una rete di competenze capace di mettere in relazione enti locali, Aziende USL, ARPAT, istituti scientifici e altre realtà competenti.

“Quando si parla di salute e soprattutto di scuole – prosegue Papa – i cittadini devono poter contare su chiarezza, trasparenza e informazioni verificabili. L’accesso agli atti che ho richiesto va proprio in questa direzione: conoscere nel dettaglio ciò che è avvenuto, quali controlli siano stati effettuati, con quali risultati e quali misure siano previste per il futuro”.

Papa conclude: “Da biologa e Consigliere comunale continuerò a chiedere chiarezza, responsabilità e risposte concrete ai cittadini. La prevenzione non può essere uno slogan da utilizzare dopo un’emergenza: deve diventare un metodo stabile di governo del territorio. Gli atti saranno riproposti nel prossimo Consiglio comunale, perché ritengo necessario che questo confronto prosegua e produca indirizzi concreti. Serve una strategia regionale stabile su prevenzione, controlli e trasparenza, capace di mettere in rete competenze, dati e responsabilità. Il caso di Sesto può essere l’occasione per aprire una riflessione più ampia in Toscana sulla tutela della salute pubblica”.

 

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