Una medaglia per la Resistenza: quando Sesto incontrò Sandro Pertini

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Il pullman da Sesto Fiorentino partì la mattina presto. D’altronde l’incontro era fissato per le 11.30 a Roma. Non in un posto qualunque della capitale, ma al Quirinale. Ad attendere la delegazione sestese c’era il presidente della Repubblica più amato dagli italiani: Sandro Pertini. Era il 29 settembre 1981, anno significativo per la politica visto che per la prima volta a Palazzo Chigi sedeva lo storico, giornalista, nonché leader del Partito Repubblicano, Giovanni Spadolini, insediatosi il 28 giugno. Il suo mandato sarebbe durato fino al primo dicembre 1982.

Torniamo all’incontro. Come potete leggere nell’articolo qui sotto datato 28 settembre 1981, la delegazione, guidata dal sindaco di Sesto Elio Marini detto “Cipollino”, era composta dai membri del Comitato unitario antifascista. L’obiettivo della visita era “la richiesta della concessione della medaglia al valore civile in riconoscimento del contributo dato dalla popolazione sestese alla Resistenza”. E a proposito di medaglia, durante l’incontro ne fu consegnata una di bronzo a Pertini realizzata dallo scultore Delio Granchi, presente a Roma.

Quel 29 settembre 1981 al Quirinale c’erano anche Graziella Milani (che ringraziamo per le foto), Maurizio Quercioli e Marcello Guarnieri. La prima era segretaria del sindaco Elio Marini, il secondo – attuale leader della coalizione Insieme Cambiamo Sesto-Per Sesto Bene Comune – era il segretario del Partito Comunista, il terzo era il rappresentante dei giovani democristiani. Con loro tre abbiamo cercato di riportare alla memoria quell’incontro.

L’iniziativa nacque da un’idea di Elio Marini. Il sindaco chiamò lo scultore Delio Granchi affinché realizzasse la medaglia da consegnare al presidente Pertini – dice Graziella Milani -. La delegazione era molto numerosa affinché fosse rappresentata tutta la città: c’erano istituzioni culturali e partiti. Presenti, tra gli altri, il pievano di Sesto don Cassulo, Guido Vangi (“Mitraglia”) dell’Anpi, Delio Granchi, Umberto Paoletti, Vitaliano Parigi, i rappresentanti dei movimenti giovanili come Gianni Gianassi e Marcello Guarnieri, l’assessore ai lavori pubblici Ferrero Zuffanelli, il dottor Gino Conti, Barducci che era il presidente dei combattenti e reduci, Fosco Fantechi del CLN di Sesto, Galileo Corsi, Franca Risaliti che rappresentava la Camera del Lavoro, il segretario comunale Pelio Pozzi, il segretario del Comitato Unitario Antifascista Bruno Pecchioli, l’ex senatore Giulio Cerreti, l’ex sindaco Edgardo Gemmi, Luciano Scarlini, Enrico Borchi. Fu una mattinata emozionante perché all’epoca il presidente della Repubblica era molto noto. Penso che Pertini sia stato il presidente più amato. E’ impossibile dimenticare quella giornata. I ricordi sono ben scolpiti nella mia memoria. Mi ricordo che, una volta tornati a Sesto, il sindaco Elio Marini scrisse un articolo sull’incontro. Qualche giorno dopo, il Consiglio comunale fu messo al corrente di quanto avvenne a Roma”. 

Avevo 28 anni, ero il segretario del Partito Comunista di Sesto. – aggiunge Maurizio Quercioli -. All’incontro era presente un membro di ciascuna forza politica presente in Consiglio comunale. All’epoca c’erano il Pci, il Psi, la Dc e il Pdiup. In più era presente un rappresentante di ciascuna forza giovanile. Andammo a Roma in pullman. L’incontro col presidente Pertini iniziò alle 11.30 e durò circa mezz’ora. Racconto un aneddoto: in servizio militare come corazziere c’era un ragazzo di Sesto. Ci scattammo una foto con lui. Nel pomeriggio, inoltre, andammo alla sede dell’Anpi nazionale dove incontrammo il presidente Boldrini. L’obiettivo dell’iniziativa era, prima di tutto, rendere omaggio a Pertini e portargli una medaglia come riconoscimento del suo impegno durante la Resistenza. Pertini era eccezionale, vispo. Gli consegnammo tutte le carte relative alla Resistenza a Sesto. Volevamo mettere in evidenza come la città si era riorganizzata da sola quando i tedeschi lasciarono Sesto e arrivarono gli americani. La medaglia non ci fu data perché erano passati troppi anni“.

“Ero un giovane democristiano, non avevo nemmeno vent’anni, andai all’incontro col presidente Sandro Pertini per perorare la causa per il riconoscimento al Comune di Sesto della medaglia alla Resistenza – conclude Marcello Guarnieri -. Mi ricordo che Gianni Gianassi conosceva tantissime cose sul papa e sul Vaticano, da giovane democristiano ne rimasi colpito. Che impressione mi fece Pertini? Fu un’occasione interessante ed emozionante, Pertini aveva una grande storia alle spalle“.

STEFANO NICCOLI

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