14 agosto 1944 – Rinasce la Società Cooperativa di Sesto Fiorentino

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14 agosto 1944-Rinasce la Società Cooperativa di Sesto Fiorentino

Quando nell’agosto del 1944 il CLN, approfittando della fuga a nord dei dirigenti e amministratori fascisti, iniziò ad assumere progressivamente la responsabilità del governo, uno dei primi interventi riguardò la Cooperativa di Consumo. La storica Società, dopo ventidue anni di disastrosa gestione fascista, il 14 agosto 1944 tornò nelle mani dei rappresentanti del popolo.

Fu più un atto simbolico che formale perché solo a liberazione avvenuta fu possibile pensare di riorganizzare l’attività della cooperativa. Il primo atto significativo fu l’elezione del Consiglio di Amministrazione che avvenne il 14 ottobre 1944. Giulio Bruschi fu il primo presidente, ma per qualche mese lasciò vacante l’incarico in quanto impegnato come partigiano nell’esercito di liberazione.

Al suo rientro dovette affrontare i gravi problemi economici lasciati dalla gestione fascista. La priorità assoluta fu la riacquisizione dei beni immobiliari malamente venduti negli anni precedenti. Particolarmente complessa fu la trattativa per l’edificio della Casa del Popolo con Fosco Giachetti, il famoso attore di origini sestesi. Si narra di un burrascoso confronto tra Giulio Bruschi e la controparte che pretendeva più di 4 milioni. La trattativa si chiuse a 236.000 lire, comunque non poche visto che il prezzo di acquisto era stato di 145.000 lire. Il proprietario degli edifici di piazza Ginori, Roberto Ragionieri invece fu liquidato con la cifra di 200.000 lire.

Fra il 1945 e il 1946, le varie Cooperative di Consumo presenti sul territorio si fusero in un’unica organizzazione pur mantenendo la maggior parte dei punti vendita. Fu il primo passo di un cambiamento lento ma inesorabile che negli anni ha soffocato lo spirito cooperativistico per fare spazio alle logiche di mercato.

Sul finire degli anni ’60  la concorrenza dei supermercati metteva in discussione la sopravvivenza dei vecchi spacci, perciò si decise  di adeguare il patrimonio immobiliare alle nuove necessità. A farne le spese fu il vecchio edificio di Piazza Vittorio Veneto, simbolo di tante lotte politiche e sociali. La decisione di abbatterlo provocò l’amarezza dei consociati che giustamente videro in quell’evento la fine di un’epoca, ma probabilmente fu un passaggio inevitabile, il prezzo da pagare per rimanere al passo con i tempi.

Comunque sia nel 1972 fu inaugurato il “coppone”: 2000 metri quadrati di superficie commerciale disegnati dall’architetto Edoardo Detti. Un supermercato o poco più. Ecco cosa era rimasto.

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