5 luglio 1914 – Inizia la costruzione dell’Ospedale di Careggi

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Firenze 365

Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

5 luglio 1914 – Inizia la costruzione dell’Ospedale di Careggi

All’inizio del Novecento il Consiglio di Amministrazione dell’Arcispedale di Santa Maria Nuova, preso atto che la città aveva bisogno di altri posti letto e considerata l’impossibilità di ampliare la vecchia struttura ospedaliera del centro cittadino approvò la costruzione di un nuovo ospedale.

Come sede fu scelta la zona di Careggi in prossimità della villa medicea storica sede dell’accademia neoplatonica fiorentina fondata da Marsilio Ficino per conto di Cosimo il Vecchio.

Il progetto del nuovo nosocomio fu presentato all’Esposizione Internazionale di Torino del 1911, dove si aggiudicò il diploma d’onore da parte della giuria per le innovazioni tecnologico-progettistiche. Il piano regolatore fu redatto dall’ingegner Italo Guidi che, in linea con gli accorgimenti più recenti dell’edilizia ospedaliera, adottò il sistema a padiglioni.

Il primo a essere costruito, nel 1912, fu quello di Villa Ognissanti, posto a ridosso delle colline e destinato ad ospitare i malati di tubercolosi. Il padiglione si trova al di fuori del classico perimetro del policlinico per cui è normalmente riconosciuta come data d’inizio della costruzione dell’ospedale il 5 luglio 1914, giorno in cui fu posta la prima pietra del padiglione per le malattie comuni.

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale rappresentò un importante banco di prova per il nuovo ospedale che si trovò a ospitare oltre che i malati fiorentini, anche i soldati feriti e i profughi del Friuli. Il conflitto e le conseguenti difficoltà economiche determinarono un rallentamento dell’attività edificatrice che, d’altro canto, proprio in quel periodo si avvalse della manodopera dei prigionieri di guerra che furono fondamentali per il completamento dei padiglioni della zona del Ponte Nuovo.

Nei primi anni di vita dell’ospedale i poderi ancora circondavano i padiglioni, e fornivano prodotti agricoli e caseari che consentivano all’ospedale stesso di auto sostenersi.

Terminata la fase pionieristica, nel 1924, Careggi divenne policlinico universitario e proseguì la sua espansione e il suo ammodernamento. L’attività edilizia s’intensificò in maniera significativa nel secondo dopoguerra grazie all’opera dell’architetto Edoardo Detti che rinvigorì il vecchio piano di Italo Guidi.

Un contributo significativo alle nuove costruzioni arrivò anche dagli architetti Raffaello Fagnoni e Pierluigi Spadolini. Quest’ultimo progettò e realizzò il Centro Traumatologico Ortopedico che fu inaugurato nel 1964.

Oggi il policlinico di Careggi dispone di 1382 posti letto, è in grado di gestire più 130 mila accessi al pronto soccorso, 34 mila interventi chirurgici, 55 mila ricoveri ordinari e 17 mila in day hospital. Ogni anno vi nascono 3500 bambini. I dipendenti sono poco meno di 6 mila.

Daniele Niccoli

 

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