4 giugno 1469 – Il Magnifico matrimonio di Lorenzo

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Lorenzo il Magnifico
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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

4 giugno 1469 – Il Magnifico matrimonio di Lorenzo

Il 4 giugno 1469 si tennero a Firenze le nozze fra Lorenzo de’ Medici e Clarice Orsini. Il matrimonio era stato voluto dalla madre di Lorenzo, Lucrezia Tornabuoni che, per prima in casa Medici, aveva intuito l’importanza dei matrimoni ai fini dell’acquisizione di alleanze politiche e di quei titoli nobiliari che i Medici, seppur ricchi, non avevano.

Clarice era la persona adatta facendo parte della nobile famiglia romana degli Orsini. Pare che Lorenzo, innamorato della fiorentina Lucrezia Donati, non fosse contento delle decisioni della madre, ma dovette cedere alla ragion di Stato.

Da un punto di vista dinastico, nonostante le premesse, il matrimonio risultò fortunato, dato che la coppia ebbe ben sette figli. Fu proprio questo matrimonio che spianò alla generazione successiva di casa Medici la via al papato. Il secondogenito del Magnifico, Giovanni, divenne papa Leone X nel 1513 anche grazie al supporto degli Orsini.

Le nozze fra il rampollo di casa Medici e la giovane romana furono celebrate in San Lorenzo.

Chiesa di San Lorenzo
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I migliori cuochi dell’epoca allestirono ben cinque banchetti in tre giorni. Furono necessari centocinquanta vitelli, quattromila capponi e molti ettolitri di vino. Questa era l’alimentazione dell’epoca ed è evidente che non può aver giovato a nessuno della famiglia Medici, affetti com’erano, dalla gotta.

Fu proprio questa malattia che, dopo averlo afflitto per tutta la vita, si portò via, sei mesi dopo il matrimonio, Piero, il padre di Lorenzo che così, ancor giovanissimo, divenne Signore di Firenze. Fu un ruolo che esercitò con grande abilità, anche se non gli mancarono i nemici che ripetutamente complottarono contro di lui.

Durante gli anni in cui fu al potere, confermò il mecenatismo che era stato del padre e del nonno Cosimo il Vecchio. Si circondò di pittori come Filippo Lippi e Sandro Botticelli; fondò una scuola per giovani scultori in cui studiò anche il giovanissimo Michelangelo; fece in modo che la sua corte fosse frequentata da letterati quali Agnolo Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e Luigi Pulci. Lui stesso si dilettò nella poesia attraverso la quale espresse allo stesso tempo la sua inclinazione al piacere e la voglia di vivere

Non pecco per malvagità
ma per una mia naturale inclinazione al piacere   (Lorenzo il Magnifico)

e l’amarezza di un’esistenza che gli aveva riservato grandi delusioni: un matrimonio d’affari, l’omicidio del fratello e una malattia all’epoca incurabile

Quant’è bella giovinezza
Che si fugge tuttavia
Chi vuol essere lieto, sia:
Di doman non c’è certezza   (Lorenzo il Magnifico)

Daniele Niccoli

 

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