15 maggio 1540 – I Medici traslocano

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Palazzo Vecchio
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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

15 maggio 1540 – I Medici traslocano

Le origini della famiglia Medici, nonostante le numerose ricerche rimangono incerte. Secondo molti storici i Medici sarebbero giunti a Firenze dal Mugello, ma non esistono fonti che attestino la loro presenza nella valle della Sieve prima del 1260.

Viceversa è noto che già nel 1169 possedevano una casa torre nella zona del mercato Vecchio (attuale piazza della Repubblica nella zona dove oggi sorge l’Hotel Savoy). Non godevano di una grande fama e negli anni si macchiarono di numerosi delitti. Tra il 1346 e il 1360, per esempio, accumularono cinque condanne a morte. Intorno al 1390 molti di loro furono banditi dalla città. Non a caso venivano indicati come masnada del mercato Vecchio.

All’inizio del Quattrocento tutta la consorteria fu interdetta dagli incarichi pubblici con la sola eccezione dei rami che facevano capo a Vieri di Cambio e Giovanni di Bicci. Fu proprio quest’ultimo a dare lustro ad uno dei rami della famiglia che col tempo diventò la più illustre di tutta la città. Giovanni, grazie ai rapporti con la Curia romana, diventò un banchiere ricchissimo e creò una rete di amicizie e parentele che tornarono molto utili al figlio Cosimo dopo la sua morte avvenuta nel 1429.

Nel frattempo la famiglia aveva spostato la propria abitazione in via Larga. Nello stesso palazzo convivevano i due figli di Giovanni: Cosimo e Lorenzo ma, dopo la morte di quest’ultimo, Cosimo decise di costruire un nuovo palazzo signorile tutto per sé. Secondo Vasari, Cosimo inizialmente avrebbe incaricato Filippo Brunelleschi del progetto, ma trovandolo

troppo sontuoso e magnifico”, tale da “recargli fra i suoi cittadini piuttosto invidia che grandezza e ornamento per la città   (Giorgio Vasari)

decise di affidarne la costruzione al meno pomposo Michelozzo che terminò i lavori nel 1459. Questa la versione del Vasari che visse cent’anni dopo.

Nella realtà del progetto del Brunelleschi non vi è traccia, così come il nome di Michelozzo non è mai citato nei documenti ufficiali. E’ vero, come sostiene il Vasari, che Cosimo ambiva a governare rimanendo nell’ombra e mantenendo formalmente in vita le istituzioni repubblicane, ma il nuovo Palazzo, con la sua imponenza austera, era certamente lì a ricordare a tutti dove risiedeva il potere.

Il Palazzo era vuoto al centro in corrispondenza del cortile, luogo deputato alle udienze, ma anche alle feste. Una per tutte quella per il matrimonio di Lorenzo con Clarice Orsini. Fu proprio la moglie del Magnifico che nel 1475 decise di acquistare il giardino di San Marco, uno spazio verde che diventò parte integrante del palazzo. Qui Lorenzo pose la sua collezione di sculture antiche e creò una sorta di Accademia.

Molti giovani artisti furono chiamati ad esercitarsi nell’arte dello scalpello sotto la guida di Bertoldo di Giovanni. Fra questi il più illustre fu senz’altro Michelangelo Buonarroti. Il 15 maggio 1540, per questioni di sicurezza, ma forse anche per chiudere definitivamente il capitolo dei primi Medici, il duca Cosimo I decise di trasferire tutta la sua famiglia nel Palazzo della Signoria, da sempre luogo del governo della città. Questa volta il messaggio era inequivocabile.

Daniele Niccoli

 

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2 COMMENTI

  1. Errore di scrittura! Giovanni di Bicci morì nel 1429. Avete scritto 1929.
    Attenzione ai refusi.

  2. Giovanni di Bicci morì nel 1429. Avete scritto 1929. È chiaro che è un refuso ma attenzione!
    Gian Piero

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