8 febbraio 1944 – La strage del Collegino di Colonnata

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8 febbraio 1944 – La strage del Collegino di Colonnata

Durante l’inverno 1944 Firenze fu sottoposta a numerosi bombardamenti da parte degli alleati. Dovevano essere colpiti obiettivi strategici, ma, allora come adesso, le bombe non possono essere intelligenti e capita che possano cadere nel posto sbagliato.

L’8 febbraio 1944 il bombardamento interessò le zone del Poggio Imperiale e di Porta al Prato per poi proseguire su Castello e Sesto. Qui le bombe, invece che cadere sulla direttissima Firenze-Bologna chiusero la loro corsa funesta lungo il muro perimetrale della Villa Gerini in via delle Porcellane a Colonnata.

Nel 1943 la marchesa Maria Teresa Pacelli Gerini (cugina di Papa Pio XII) aveva messo a disposizione dei prelati della congregazione di Don Orione una parte della villa di proprietà affinché fosse adibita a ricovero per bambini appartenenti a famiglie indigenti. La struttura, inaugurata il 21 novembre dall’arcivescovo Elia Dalla Costa, si chiamò collegio di San Pietro.

Quell’8 di febbraio, nel momento in cui suonò l’allarme aereo, i bambini ospiti del Collegio si trovavano in una scuola poco distante e così il chierico tirocinante Teofilo Tezze si preoccupò di andare a prenderli per ricondurli al collegio. Erano ormai in prossimità della villa quando furono colpiti dalle bombe alleate. Morirono 23 bambini e lo stesso chierico ventenne. Molte testimonianze dell’epoca parlano di un solo sopravvissuto, Dino Banchelli (Perore) che si era fermato ad allacciarsi una scarpa, ma proprio l’anno scorso una nostra lettrice ci ha informato che a salvarsi fu anche Lamberto Chiesi che si era attardato ad aspettare l’amico.

L’impatto della bomba fu così violento, che resti di vestiti e brandelli di corpi furono ritrovati a duecento metri di distanza dal luogo della deflagrazione. Tezze fu trovato riverso a terra nel disperato tentativo di proteggere il piccolo Alduccio. Di tre di quei bambini non fu ritrovato niente.

I funerali si svolsero il 13 febbraio nella Chiesa di San Romolo a Colonnata. Tutta la città si fermò a rendere omaggio alle piccole bare bianche che furono trasportate al cimitero maggiore su carri trainati da cavalli.

 

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3 COMMENTI

  1. Al bombardamento del collegio non si salvò soltanto Dino soprannominato Perone ma anche Lamberto Chiesi (mio zio) )formatosi ad aspettare Dino che si stava allacciato una scarpa

  2. Signora Bucelli la ringrazio enormemente per la precisazione. Le fonti che ho consultato non parlavano di un secondo sopravvissuto e devo dire che anche alcune persone presenti alla commemorazione di domenica scorsa conoscevano la mia stessa versione. Domani rettificherò la notizia con molto piacere. Se lei fosse in grado di fornirmi altri dettagli le sarei ancora più grato. Sarei veramente molto orgoglioso di avere un suo racconto-intervista sulla vicenda, ma forse le sto chiedendo troppo troppo. Mi faccia sapere

  3. sono di Siena, stamani ho conosciuto il signor Lamberto Chiesi (83 anni portati benone, complimenti) che mi ha raccontato questo tristissimo episodio

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