1 maggio 1300 – Calendimaggio di sangue

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Firenze 365

Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

 

1 maggio 1300 – Calendimaggio di sangue

Nel Medio Evo il calendimaggio indicava non solo l’inizio del mese di maggio, ma anche il risveglio della natura che a Firenze era festeggiato per tutta la durata del mese. La musica era uno degli elementi principali della festa: i cantanti, detti non a caso Maggianti o Maggiaioli, andavano di casa in casa cantando strofe benauguranti in cambio di cibo. In genere uova o dolci (altro che i dolcetti di Halloween).

Il calendimaggio era soprattutto la festa dell’amore tanto che era proprio in questa circostanza che i giovani fiorentini si dichiaravano alle ragazze lasciando un ramo fiorito sotto le loro finestre. Secondo un racconto di Boccaccio fu proprio durante le feste del Calendimaggio del 1274 che Dante, giovanissimo, incontrò per la prima volta Beatrice.

Ben venga maggio
E ‘I gonfalon selvaggio!
Ben venga primavera!
che vuoi l’uom s’innamori.
E voi donzelle a schiera!
con li vostri amadori,!
che di rose e di fiori,
vi fate belle in maggio!   (Agnolo Poliziano)

Il primo Maggio 1300 questo clima di allegria fu turbato e, più che l’amore, si festeggiò l’odio fra due delle più importanti casate fiorentine dell’epoca, i Donati e i Cerchi. I giovani delle due famiglie, giunti in Piazza Santa Trìnita dove si teneva un ballo per festeggiare l’arrivo della primavera, vennero alle armi e un seguace dei Donati tagliò il naso a Ricoverino de’ Cerchi.

venne un colpo sulla pianella
e discese giù e portonne il naso in parte   (Marchionne di Coppo Stefani)

Secondo Giovanni Villani questo fu l’episodio che sancì la definitiva divisione del partito Guelfo in Bianchi, sostenitori di Vieri de’ Cerchi e in Neri sostenitori di Corso Donati.

L’inimicizia fra le due famiglie, divise da contrastanti interessi economici e da un’insanabile rivalità politica, risaliva al 1296 quando Corso, attratto dalle ricchezze della famiglia, si era sposato con Tessa degli Ubertini una giovane donna imparentata con i Cerchi. Tessa morì in circostanze oscure poco dopo la celebrazione del matrimonio e questo inasprì i contrasti fra le due fazioni che arrivarono, negli anni successivi, a scontrarsi ferocemente per la supremazia politica cittadina.

Daniele Niccoli
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