13 novembre 1859 – L’Università torna a Firenze

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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

13 novembre 1859 – L’Università torna a Firenze

Uno dei primi provvedimenti assunti dal governo provvisorio toscano guidato da Bettino Ricasoli fu l’istituzione, il 13 novembre 1859, del Regio Istituto di studi superiori, pratici e di perfezionamento che riuniva tutti gli insegnamenti precedentemente separati. La nuova istituzione, diretta da Gino Capponi, trovò sede nell’attuale palazzo del rettorato di piazza San Marco a suo tempo voluto da Niccolò da Uzzano.

L’evento costituì il ritorno formale dell’istruzione universitaria a Firenze dopo che, nel 1472, Lorenzo il Magnifico aveva voluto spostarla a Pisa. La nascita dell’Università fiorentina, infatti, deve essere fatta risalire al 14-15 maggio 1321. All’epoca si chiamava Studio e aveva sede nei palazzi che erano stati di proprietà della famiglia ghibellina dei Tebaldini. La storia dello Studio è costellata di numerosi momenti d’incertezza tanto che già nel 1326 l’attività fu interrotta per riprendere solo nel 1348 subito dopo l’epidemia di peste nera.

Le discipline insegnate in quei primi anni erano il diritto, civile e canonico, le lettere e la medicina. Come docenti furono chiamati molti nomi famosi e fu proprio lo Studio che conferì a Giovanni Boccaccio l’incarico di tenere lezioni sulla Divina Commedia. Il titolo di Università degli Studi di Firenze arrivò, invece, solo il primo di ottobre del 1924. Anche quelli erano tempi tutt’altro che facili. Dopo la marcia su Roma alcuni studenti fiorentini intesero opporre resistenza al fascismo e si organizzarono intorno al Circolo della Cultura che però fu chiuso per decreto il 5 gennaio 1925 dopo essere stato devastato dagli squadristi. Altri studenti non allineati con il nascente regime diedero vita all’Unione Goliardica per la Libertà, ma anche loro dovettero fare i conti con la violenza fascista. Considerata, infatti, l’indisponibilità degli intellettuali fiorentini ad accettare le parole di Giovanni Gentile che riteneva possibile un accordo tra manganello e cultura, i più facinorosi tra i fascisti decisero di passare all’azione nei confronti del mondo universitario. Il 20 gennaio 1925, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, furono personaggi come Ugo Procacci, futuro storico dell’arte e Bruno Pincherle, medico a subire le loro violenze. Nei resoconti ufficiali la cerimonia fu descritta come una manifestazione di entusiasmo fascista e di ringraziamento alla magnanimità del Duce. Fu solo il primo numero del quotidiano clandestino Non Mollare appena fondato da un gruppo di intellettuali salveminiani (Carlo e Nello Rosselli, Ernesto Rossi, Nello Traquandi) a raccontare il reale svolgimento dei fatti.

L’Università fiorentina è stata inaugurata a suon di manganello. Mentre nell’aula si mescevano le solite rigovernature sull’Atene d’Italia, per le scale si stendevano i manganellatori in agguato contro gli studenti di schiena dritta. Il tutto con licenza dei superiori

DANIELE NICCOLI

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