Cartonificio Fiorentino, Falchi: “No al trasferimento ad Altopascio, sì al proseguimento dell’attività”

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Cartonificio Fiorentino
Foto: TuttoSesto Immagine di repertorio

Continua la mobilitazione dei lavoratori del Cartonificio Fiorentino. Nella giornata di mercoledì 17 novembre la RSU ha proclamato uno sciopero di due ore per turno davanti alla sede dell’azienda in viale Ariosto a Sesto Fiorentino e un presidio di fronte al municipio in piazza Vittorio Veneto, tenutosi dalle 15 alle 16.

Tra i presenti, oltre all’assessore al lavoro Jacopo Madau, ai consiglieri comunali di Sinistra Italiana Irene Falchini e Fabio Nannini e al nuovo segretario di SI Federico Giuntini, anche il sindaco Lorenzo Falchi.

Cartonificio Fiorentino-Madau

L’attenzione del Comune e della Regione è massima – ha detto il primo cittadino -. Se l’intenzione dell’azienda è quella d’investire in un nuovo stabilimento, c’è la massima disponibilità ad aiutarla come abbiamo fatto in passato. Se, invece, il tema riguarda lo spostamento e l’accentramento della produzione ad Altopascio, il nostro giudizio è negativo perché, di fatto, verrebbe chiusa una realtà produttiva e perché le condizioni di vita dei lavoratori peggiorerebbero a causa del trasferimento. Se l’ipotesi è questa, massima contrarietà da parte nostra e nessuna disponibilità a sostenerla. L’importante è che l’attività economica continui, se a Sesto meglio ancora”.

Nel resto dell’intervista il sindaco Lorenzo Falchi ha parlato del difficile momento che sta attraversano la Piana fiorentina sul piano produttivo, soffermandosi anche sulla crisi della GKN di Campi Bisenzio.

Nel corso di un incontro svoltosi il 7 settembre scorso, l’azienda ha informato le rappresentanze sindacali di Altopascio e Sesto Fiorentino delle difficoltà relative all’individuazione di un terreno per la costruzione di un nuovo capannone per il Cartonificio Fiorentino di Sesto. In caso di esito negativo della ricerca, lo stabilimento potrebbe essere trasferito proprio ad Altopascio, dove una nuova struttura è in fase di realizzazione, entro il 2022.

Il 28 settembre, presso l’unità di crisi della Regione Toscana, si è svolto un nuovo faccia tra le parti e i sindacati. E’ stato convenuto che la Regione avrebbe inviato un questionario all’azienda per richiederne le necessità (si parla di un terreno con potenzialità di 50mila metri quadrati). Quest’ultima, tuttavia, ha rimandato il questionario. Per questo motivo la Regione ha attivato un percorso di ricerca in collaborazione con vari Comuni della Piana fiorentina e non solo.

STEFANO NICCOLI

 

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