Elezioni a Sesto, intervista ai candidati sindaco: Gabriele Toccafondi (Italia Viva)

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Toccafondi-Renzi

Con l’approssimarsi delle elezioni comunali, in programma domenica 3 e lunedì 4 ottobre, TuttoSesto ha intervistato i candidati sindaco su temi che dovranno essere affrontati nella prossima consiliatura.

A sfidarsi, lo sappiamo, saranno in sette:

Qual è la sua posizione nei confronti della nuova pista dell’aeroporto di Peretola?
Sono coerente e non cambio idea, a differenza delle porte girevoli del Pd di Sesto. Così com’è, l’aeroporto non funziona: centinaia di voli dirottati per un alito di vento, una pista corta con Monte Morello da una parte e 20.000 persone che lavorano e vivono dall’altra. Per volarci i piloti devono avere un brevetto apposito. O costruiamo una pista normale oppure rischiamo di chiudere tutto. A noi di mandare a casa persone, perdere lavoro ed occasioni non va. A noi la decrescita non piace. La nuova pista, parallela convergente all’autostrada e la conseguente chiusura dell’attuale, migliora la situazione di inquinamento e del rumore, anche per chi abita in alcune zone di Sesto. Sono, infine, 380 milioni di euro di investimenti privati che aumenteranno sia l’afflusso di turisti su tutta la città metropolitana di Firenze, quindi anche su Sesto, sia le opportunità di lavoro e sia creeranno anche 5.000 posti di lavoro diretti in più, oltre a tutti quelli indiretti. Noi non vogliamo buttare via queste occasioni e come sindaco andrei ai tavoli al Ministero, in Regione, in Città Metropolitana chiedendo risorse per la città per opere compensative, per un vero Parco della Piana, risorse per crearlo e per mantenerlo. Una cosa decisamente diversa da quella discarica a cielo aperto che è adesso. Andrei a battere i pugni sui tavoli per avere un treno che possa diventare una metropolitana veloce che in dieci minuti colleghi Sesto a Firenze perché adesso di sicuro ci sono solo cancellazioni e ritardi. Chiederei risorse per migliorare la vita di chi vive a Sesto. Dire solo NO, non aiuta e non crea opportunità“.  

Centro cittadino: cosa fare?
Visto come il nostro centro cittadino è ridotto, sarebbe già tanto riuscire a ‘fare qualcosa’. Muoversi, metterci la faccia, dialogare con commercianti e residenti senza pensare alla ‘lesa maestà’ se qualcuno ti critica. Nascondersi, sperare che le cose migliorino da sole, non decidere niente, come ha fatto l’attuale amministrazione, non aiuta nessuno e non cambia la situazione. Mi preoccupa, per esempio, la situazione del commercio. Ormai non si contano più le saracinesche che si abbassano e che non riaprono più. È necessario rivedere la politica della Ztl e dei parcheggi a pagamento: devono favorire il commercio, non ostacolarlo. Ma c’è di più: le scritte sui muri, le buche nelle strade, la sporcizia, i gruppi di ragazzini che a qualsiasi orario e senza educazione e ritegno non rispettano nessuno, cestini che traboccano d’immondizia. Sesto era una isola felice, molto è cambiato e- purtroppo – in peggio. Eppure, la nostra città è una realtà dove l’associazionismo e il volontariato sono forti, gli oratori delle parrocchie sono luoghi di vivacità e creatività, dobbiamo essere orgogliosi di avere scuole superiori che altri Comuni si sognano. Abbiamo il museo Ginori e le tombe etrusche che in qualsiasi parte del mondo sarebbero al centro di percorsi culturali e turistici. Da noi sembra però tutto fermo, immobile, nascosto: così facendo non si creano occasioni ed opportunità e soprattutto non si modifica la situazione”. 

Parco della Piana, alberi cittadini, verde pubblico: come intende gestirli e, magari, valorizzarli?
“C’è chi gli alberi li taglia e chi li vuole piantare. Chi ha governato finora è diventato famoso per i tagli. Su viale XX settembre, per esempio, ricordo il sindaco Falchi che tagliava e il Pd, invece, contrarissimo, che si opponeva. Adesso, però, stanno tutti insieme, come se niente fosse.
Per il Parco della Piana, invece, tante promesse sono state fatte ma, ad oggi, più che un parco, come dicevo poco fa, è una discarica. Servono tanti soldi per fare un parco vero e per mantenerlo. Questo discorso, tra l’altro, vale anche per i parchi fatti con le opere di mitigazione dell’Alta Velocità come il parco dell’Oliveta, o quello degli Etruschi vicino al cimitero oppure il parco di Isola. Chi le mette tutte queste risorse ogni anno? Io utilizzerei l’occasione della nuova pista per fare un Parco della Piana vero e proprio e per avere risorse per mantenerlo ogni anno. Utilizzerei anche le risorse del cosiddetto ‘disagio ambientale’ che Alia versa al Comune ogni anno solo perché abbiamo la discarica e l’impianto di biogas di Case Passerini. Discarica, chiamatela pure come volete ma per me resta tale, che a volte non fa respirare. I soldi li prende il Comune e il cattivo odore i cittadini. Possibile che sul tema la sinistra non abbia niente da dire?“.

Renzi-Toccafondi
Foto: TuttoSesto

Capitolo trasporti: a parte la tramvia, il suo programma prevede altre novità?
“Treno e linee Ataf. Il treno lo abbiamo, c’è già, è pronto. Solo che così com’è, sono più le volte che non arriva o arriva in ritardo oppure è sovraffollato. Occorre un sindaco che sia capace di farsi sentire e si imponga. Siamo Sesto Fiorentino, non il sesto quartiere di Firenze o un sobborgo della Toscana. Sesto ha tante frazioni e una linea, la 64 interna alla città. Deve essere ripensata perché soprattutto anziani e giovani possano avere un trasporto pubblico che colleghi le frazioni con il centro“. 

Quali sono le prime tre cose che farebbe in caso di elezione?
Tre le parole d’ordine: cultura, tasse e asili nido gratuiti. Come prima cosa metterei un assessore alla Cultura vero, non un Montanari qualsiasi, troverei le risorse per aprire il Museo Ginori e dialogherei con il Ministero della Cultura e Sovrintendenza per gli scavi etruschi, creando un percorso turistico che aiuti l’occupazione e il commercio. La seconda, sulle aliquote Irpef, vorrei copiare Firenze e togliere quella sorta di ‘patrimoniale’ che si è inventato Falchi. Per la terza, invece, lavorerei per arrivare ad asili nido gratuiti per tutti perché o si è a favore delle famiglie e dei genitori solo a parole, oppure si creano delle condizioni vere per aiutare a conciliare vita familiare e lavoro. È già stato fatto e sappiamo come farlo anche a Sesto.

Perché i sestesi dovrebbero votarla?
Perché da sestese e da parlamentare non ho mai mancato di aiutare il mio territorio, come per le scuole, per il nuovo liceo Agnoletti, per i miglioramenti al Calamandrei, per la nuova facoltà di Agraria al Polo universitario, per le scuole paritarie, per l’espansione del sito produttivo della Eli Lilly, per la caserma Donati che deve tornare ad essere bene pubblico e non pezzo di città in stato di abbandono e dove potremmo avere un luogo di formazione e dialogo come il Sermig, arsenale della Pace di Torino. Il museo Ginori che deve diventare il gioiello di Sesto Fiorentino. Insomma, proseguirei il lavoro già fatto da parlamentare e lo farei da sindaco. Ruolo differente ma stesso impegno per la comunità. Lo farei con la schiena dritta e la testa alta pensando al bene di chi vive e lavora a Sesto“.

STEFANO NICCOLI

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