Mattei (Italia Viva): “Le nostre proposte per salvare attività commerciali del centro di Sesto”

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Italia Viva
Foto ripresa da Facebook

In un comunicato che riportiamo qui sotto, Luigi Mattei, candidato nella Piana per Italia Viva alle scorse elezioni regionali, propone alcune misure per salvare le attività commerciali presenti nel centro di Sesto Fiorentino:

Il gruppo politico di ITALIA VIVA intende ribadire con forza ciò che era già stato espresso nell’ambito della campagna elettorale per le Regionali,  ovvero fornire una risposta concreta e non una solidarietà di mera facciata alle numerose segnalazioni e richieste  di cittadini, professionisti autonomi, partite Iva e commercianti, per altro rinnovate con urgenza nei giorni scorsi. In particolare,  come è noto, uno dei cuori pulsanti della nostra città è quella porzione del Centro Naturale Commerciale che dovrebbe essere luogo protetto e accogliente di ritrovo di famiglie, bambini, ragazzi ed anziani, che vede nella via Cavallotti e nella piazza IV Novembre il suo fulcro. 

Con altrettanta evidenza purtroppo, quel fazzoletto di “sestesità” è oggetto, ormai con cadenza quotidiana di incomprensibili e incresciosi episodi di danneggiamento e di degrado  con evidenti  effetti nocivi per la sicurezza dei frequentatori del centro, singoli cittadini,  famiglie e anche  commercianti.

Inutile elencare i danni anche materiali che sono stati perpetrati all’arredo urbano (basta leggere le cronache locali o vedere le transenne per le strade, i muri imbrattati, le panchine rovinate o i giochi per bambini danneggiati) o anche solo quelli di immagine (ad esempio il vergognoso scempio delle amputazioni della statua dedicata ai caduti ) della piazzetta nei pressi della Coop, più volte restaurata o i graffiti gratuitamente offensivi nella piazzetta superiore.

Sono realtà che nel tempo si sono incancrenite e stanno progressivamente aumentando, allontanando così le persone dal centro e rendendo difficile ogni iniziativa. Questa situazione crea  un danno tangibile alle attività economiche, che mantengono ancora vivo con coraggio e resistenza alla concorrenza della grande distribuzione, il nostro centro cittadino.

È chiaro che, in considerazione delle obiettive difficoltà seguite all’emergenza sanitaria da CODIV-19, tuttora in atto e che obbliga a mantenere standard ulteriori di sicurezza sanitaria in ogni esercizio a totale carico dei gestori, i commercianti vorrebbero poter godere almeno di un centro “degno” del loro impegno, e che invece risulta essere sempre più debilitato e abbandonato a se stesso dalle istituzioni e quindi, dai cittadini.

Se si vogliono salvare le attività commerciali del nostro centro non servono decorazioni o striscioni colorati che si arricciano ad ogni colpo di vento, ma interventi concreti su almeno cinque livelli (solo per iniziare):

1) delineare l’area riservata del Centro Commerciale Naturale come area per l’applicazione del “Daspo Urbano”, in modo da gestire al meglio  mendicanti, venditori ambulanti, persone con dipendenze alcoliche e/o di sostanze stupefacenti, disturbatori dei cittadini e delle famiglie che dequalificano e vanificano ogni attività economica. Conseguentemente prevedere il pattugliamento mirato delle Forze dell’ordine per la sua applicazione sistematica nei confronti di quei soggetti che presidiano da anni le attività commerciali;

2) Far presidiare in modo continuativo, ancorché dinamico, le attività e soprattutto gli arredi urbani del centro, in modo che i suoi spazi possano recuperare la propria bellezza e la propria naturale destinazione (ad esempio i giardinetti e gli spazi con i giochi per bambini davanti alla ex saletta V Maggio o quelli della Piazza IV novembre), frequentati entrambi da giovani adolescenti che li danneggiano in continuazione. L’amministrazione dovrebbe farsi parte attiva nel coordinare le attività di tutela del proprio patrimonio e promuovere la presenza qualificata e qualificante delle Forze dell’ordine (Polizia Locale in primis, ma anche promuovendo una maggiore presenza della Polizia di Stato e Carabinieri), risorse presenti sul territorio.

3) Istallare un sistema di videosorveglianza almeno in via Cavallotti e in Piazza IV Novembre, a supporto delle attività di cui sopra.

4) Eliminare la tassazione dei parcheggi, che penalizza i piccoli commercianti rispetto ai grandi centri commerciali. Sarebbe il caso di pensare alla loro sospensione almeno fino all’Epifania dell’ anno 2021 e comunque per tutti i mesi in cui i negozianti dovranno sostenere maggiori spese per la sanificazione dei loro locali e per i disinfettanti da mettere a disposizione dei loro (sempre meno numerosi) clienti;

5) Disattivate la ZTL di via Gramsci e di Piazza Vittorio Veneto, in modo da rendere più visibili i loro esercizi commerciali e più facilmente raggiungibile l’area di parcheggio di piazza Spartaco Lavagnini.

Fondamentale l’accessibilità quindi, ma soprattutto il posizionamento “strategico” delle telecamere. La videosorveglianza, nell’attuale stato di graduale degrado cui è stato portato il centro cittadino, è divenuta ormai imprescindibile: oggi appare infatti il primo solo possibile, adeguato ed idoneo strumento non solo di deterrenza, ma anche di vera e propria prevenzione e tutela per quei fenomeni che ormai caratterizzano il nostro centro urbano, più della qualità dei suoi esercizi commerciali.

A fronte delle innumerevoli  parole vuote sulla solidarietà ai commercianti per le conseguenze del Covid-19 sarebbe opportuno cominciare a mettere in atto azioni concrete“.

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