Sesto Bene Comune non si presenterà alle elezioni: intervista a Maurizio Quercioli

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Manca ancora qualche mese alle elezioni comunali di Sesto Fiorentino, rinviate dalla primavera all’autunno a causa dell’emergenza Coronavirus. Il quadro politico sta, però, pian pianino delineandosi. Se la ricandidatura dell’attuale sindaco Lorenzo Falchi non è una notizia, lo è invece il passo indietro di Per Sesto Bene Comune che non si presenterà alle votazioni previste tra settembre e ottobrePerché? Per fare chiarezza abbiamo intervistato il leader dell’associazione, il consigliere comunale Maurizio Quercioli.

Dall’intervento in Consiglio comunale appare chiaro cosa intendete fare in futuro, ma se mi permetti, non si capisce bene quali siano stati i motivi che vi hanno portato ad abbandonare la scena politica di Sesto. Puoi chiarirceli?
Non abbandoniamo la scena politica di Sesto, solo non ci presentiamo alle prossime elezioni amministrative. Il giudizio molto critico sulla classe dirigente sestese in questi anni ci ha spinto inizialmente a cercare di organizzare una coalizione alternativa di vero rinnovamento sul piano delle scelte di governo del territorio e su quello dei metodi di gestione. Abbiamo appurato molte difficoltà in questo senso. Inoltre abbiamo riflettuto che presentare una lista solo nostra, al di fuori di una coalizione, non avrebbe prodotto nessun cambiamento, se non portare qualche consigliere nel prossimo Consiglio comunale con un ruolo di semplice testimonianza. Preferiamo quindi rafforzare la nostra presenza nel territorio promuovendo idee ed iniziative concrete per la qualificazione ed il rinnovamento della nostra città forti anche dell’esperienza di questi cinque anni riaffermando il nostro ruolo di stimolo e di proposta per un futuro diverso della nostra città“.

Come candidato sindaco di una coalizione, alle ultime elezioni hai ottenuto il 19,2% dei voti. Per Sesto Bene Comune, da solo, più del 10%. Cosa ti senti di dire alle tante persone che ti hanno votato?
Ai nostri elettori del 2016, che ancora ringraziamo per la fiducia e per il contributo alla nostra battaglia, diciamo che noi ci siamo ancora nella città e sui problemi di Sesto che sono tanti e molto delicati. Ci auguriamo che continuino a seguirci e a sostenerci nelle prossime battaglie per il bene comune“.

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Nell’intervento in Consiglio comunale hai parlato di cambio di cultura e di personale politico. Pensi alla maggioranza che si formerà o anche a quel vuoto che Per Sesto Bene Comune lascerà?
Il cambio di cultura e di personale politico sarebbe necessario per affrontare i grandi temi dei prossimi anni. Non so se la maggioranza che si formerà sarà in grado di rispondere a queste esigenze. Dici che l’assenza di Sesto Bene Comune dai banchi del Consiglio lascerà un vuoto: sarebbe sperabile che quel vuoto fosse riempito da iniziative coerenti della nuova amministrazione, ma al momento non è prevedibile. Sarebbe necessario un forte cambio di passo nella gestione in direzione di una vera apertura alla città e di un vero coinvolgimento delle forze migliori e più vive del territorio, ma anche un cambio nelle scelte strategiche, che pesano nel lungo periodo, sui temi del territorio, dello sviluppo del centro cittadino e dell’intera città. Comunque Sesto Bene Comune ci sarà: come Associazione nella città, sui temi principali dello sviluppo e della difesa del territorio e dei beni comuni”.

Come vedi il futuro di Sesto?
Mi fido dei sestesi, soprattutto della nostra capacità di individuare priorità lungimiranti: spero che la prossima classe dirigente sia finalmente all’altezza. Sesto Bene Comune cercherà di favorire dal basso l’affermarsi di nuove scelte e nuove strade“.

Dovessi indicare una sola priorità per Sesto dei prossimi cinque anni, quale sceglieresti?
Purtroppo non esiste una sola priorità. Direi che l’assetto del nostro territorio, in tutte le sue declinazioni, è il problema più grande. Abbiamo bisogno di una Sesto che non sia più tra i Comuni con il più elevato consumo di suolo, che dia priorità all’economia circolare, ma anche che valorizzi di più la cultura, a partire dal Museo di Doccia, la scienza, in sinergia col Polo scientifico, il verde urbano. In generale una riconversione verde dello sviluppo evitando infrastrutture di impatto devastante e risolvendo gli annosi e gravi problemi di inadeguatezza del trasporto pubblico locale”.

STEFANO NICCOLI

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