24 ottobre 1909 – Inizia il rimboschimento di Monte Morello

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Sesto com'era

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24 ottobre 1909 – Inizia il rimboschimento di Monte Morello

Durante il medioevo numerose furono le epidemie, soprattutto di peste, che colpirono la popolazione di Firenze. Secondo i medici dell’epoca la causa principale di tali calamità era da rintracciarsi nell’aria stagnante che avrebbe favorito il propagarsi delle infezioni. Per ovviare alla situazione la Repubblica Fiorentina decise di disboscare monte Morello, l’operazione avrebbe, infatti, favorito lo spirare dei venti del nord e, di conseguenza, la bonifica dell’aria cittadina.

Alle motivazioni di ordine sanitario si sovrapposero quelle di tipo economico. Con il disboscamento, infatti, si realizzarono grandi quantità di legno e molti terreni furono indirizzati allo sfruttamento agricolo.

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Il provvedimento si risolse in un flop  perché da un punto di vista igienico-sanitario non ci fu nessun miglioramento mentre l’assenza degli alberi e il proliferare di terreni coltivati aumentò l’incidenza delle alluvioni.

Timidi tentativi di rimediare al disastro furono messi in opera prima da Ferdinando I de’ Medici e poi da Leopoldo I di Lorena, ma fu solo nel 1895 che l’opera di rimboschimento svoltò in maniera decisiva. Il Comizio Agrario, insieme ai Comuni di Firenze, Prato, Sesto, Signa, Calenzano e Vaglia e grazie al contributo di alcune banche e della Camera del Commercio conferì a Luigi Piccioli, dell’Ispettorato Forestale di Firenze, l’incarico di elaborare un progetto per il rimboschimento di Monte Morello. I lavori, dopo una lunga e difficile fase legata alla cessione dei terreni, iniziarono il 24 ottobre 1909 per concludersi solo nel 1940.

Tra i protagonisti delle prime fasi dei lavori ci fu l’onorevole socialista Giuseppe Pescetti che, il 19 giugno 1912, pronunciò alla Camera dei Deputati un discorso in merito a questa importante opera pubblica. Lo stesso Pescetti partecipò alla festa degli alberi, ripetizione annuale di una cerimonia organizzata per la prima volta il 16 novembre 1899 da Guido Baccelli presso la Torre di Baracca.

Grazie all’imponente operazione di rimboschimento, monte Morello ha riacquisito il suo aspetto originale. Pare infatti che anticamente il monte fosse ricoperto, nella sua parte più alta, da fitti boschi di abeti. Ne sarebbe testimonianza il toponimo Gualdo che sembra derivare dal tedesco Wald che significa foresta.

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