12 agosto 1530 – Termina l’assedio di Firenze

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Firenze
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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

12 agosto 1530 – Termina l’assedio di Firenze

Dopo la sconfitta di Gavinana e la morte di Francesco Ferrucci le sorti di Firenze, da tempo assediata dalle truppe di Carlo V, precipitarono. Malatesta Baglioni, estromesso dal comando delle truppe della Repubblica a causa di una condotta molto discutibile, tradì in maniera definitiva i fiorentini lasciando entrare in città una truppa di imperiali che s’impossessò di Porta Romana e voltò le artiglierie verso la città.

Fu l’ultimo atto dell’assedio perché quattro giorni dopo, il 12 agosto 1530, presso la Chiesa di Santa Margherita a Montici fu firmata la resa della città. Il trattato sancì la fine della Repubblica e il ritorno dei Medici, ma garantì anche una certa autonomia al ducato di Toscana che fu così tra i pochi territori della penisola a non essere sotto il controllo diretto di Carlo V.

Durante i mesi dell’assedio molti fiorentini si distinsero per il loro coraggio nel fronteggiare le truppe nemiche. Fra questi Giovanni d’Antonio detto Lupo che difese il campanile di S. Miniato, sottoposto per tre giorni continui al tiro dei cannoni di Filiberto di Châlons, principe d’Orange

il qual Lupo prima con un sagro solo poi con due…
tirava loro e sempre che entravano in guardia e uscivano
ne sfracellava qualcuno e talvolta parecchi (Benedetto Varchi)

Secondo alcuni in suo onore i Fanti di Toscana nel 1915 avrebbero assunto il nome di Lupi di Toscana, ma l’origine del nome sembra essere un’altra. I lupi di Toscana traggono origine dalla Brigata Granatieri di Toscana che nacque il 1° agosto 1862 e di cui faceva parte il 78° Reggimento Fanteria. Durante la Prima Guerra Mondiale il reggimento fu protagonista di un attacco sul Monte Melino che scompaginò le truppe nemiche che scapparono al grido “arrivano i lupi”. Da quel momento il motto del reggimento fu questo:

Tusci ab hostium grege legio vocati luporum

Durante la Prima Guerra Mondiale il reggimento fu protagonista di altri episodi di valore. Il 28 maggio 1917 i lupi, sotto la guida del Maggiore Giovanni Randaccio, riuscirono a superare le foci del Timavo, ma durante un contrattacco lo stesso comandante morì fra le braccia del suo ufficiale di collegamento, Gabriele D’Annunzio. Nel 1924, a ricordo di quel gesto eroico, il Vate, regalò ai Lupi la cosiddetta Croce del Sangue, un’opera di alta oreficeria in cui le gocce di sangue raccolte sulle mostrine del maggiore erano state inserite in cristalli come fossero pietre preziose.

Il 31 marzo 2008 in virtù della ristrutturazione dell’Esercito Italiano che faceva seguito alla fine del servizio di leva obbligatorio, il 78° Reggimento Lupi di Toscana con sede alla caserma Gonzaga di Scandicci, fu soppresso.

Daniele Niccoli

 

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