12 gennaio 1932 – Muore Fortunato Bietoletti

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Fortunato Bietoletti
Foto tratta dalla pagina Facebook di Sesto com'era

Sesto giorno per giorno la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro Sesto una bella storia.

Un centinaio di fatti e date che caratterizzano la storia e la cronaca della città di Sesto con la speranza che ci possano aiutare a conoscere la nostra semenza e a intuire il nostro futuro.

La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l’anima che hai (Francesco Guccini)

SESTO GIORNO PER GIORNO

12 gennaio 1932 – Muore Fortunato Bietoletti

 

Tra il 1904 e il 1910 l’amministrazione socialista del comune di Sesto Fiorentino visse un lungo periodo di sostanziale crisi derivante dall’incapacità di realizzare quanto previsto dal programma. L’ostruzionismo della Giunta Provinciale, l’opposizione dei proprietari terrieri e degli industriali del paese furono soltanto due dei motivi dello stallo. Nel 1904, nel momento in cui il bilancio comunale preventivo era all’esame della Giunta Provinciale, Giuseppe Pescetti perse il seggio alla Camera. Le conseguenze furono devastanti. Il bilancio fu bocciato e, con esso, i provvedimenti, che avrebbero dovuto portare, tra le altre cose, alla realizzazione di un edificio scolastico e alla concessione dei mutui per l’Azienda Comunale di Elettricità. Quest’ultima azienda fu anche oggetto di un’inchiesta governativa che portò, nel 1906, alle dimissioni del sindaco Pilade Biondi e all’avvicendamento con un operaio della Richard-Ginori e presidente della Casa del Popolo di Sesto: Fortunato Bietoletti.

Fu sindaco dal 1906 al 1920. Durante il suo mandato, tra le altre cose, furono istituite le farmacie comunali e fu realizzata la scuola elementare Edmondo De Amicis.

A lui toccò fronteggiare il periodo di maggiore distacco fra l’amministrazione comunale, le masse popolari e i dirigenti del partito. Tra il 1909 e il 1910 l’amministrazione Bietoletti, nel tentativo di stabilire una maggiore equità fiscale, impose un aumento delle tasse ai grandi proprietari terrieri e agli industriali. Paradossalmente fu proprio la loro risposta a questa politica a ricompattare le masse proletarie intorno al partito socialista che ottenne una grande vittoria alle elezioni amministrative e diede nuovo slancio alla sua politica riformatrice.

Bietoletti godeva della fiducia e del rispetto di gran parte dei sestesi che lo avevano soprannominato Pizzetto. Le testimonianze dell’epoca lo descrivono come un uomo probo, consapevole delle sue umili origini e proverbialmente modesto.

Si narra, a tal proposito, che un giorno, lasciando il palazzo comunale, un robusto contadino, non riconoscendo in lui la figura del primo cittadino, gli abbia chiesto:

 

Bonomo è questo il Comune?

– Certo – rispose gentilmente il Bietoletti.

– Ecco, allora tenetemi a bada il ciuco, che vado su dal sindaco a dirgliene quatto sul muso.

 

La collocazione, nel 1910, della lapide in memoria delle vittime dei moti del pane del 5 maggio 1898, rappresentò il segno della ritrovata coesione fra l’amministrazione comunale e la cittadinanza. Non a caso fu proprio su quella lapide che si accanì la violenza fascista nel momento della caduta del Comune.

Daniele Niccoli

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