15 ottobre 1582 – Entra in vigore il Calendario Gregoriano

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Piazza Santa Maria Novella-Chiesa 2 2
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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

15 ottobre 1582 – Entra in vigore il Calendario Gregoriano

Sulla facciata della basilica di Santa Maria Novella nel 1572 furono collocati alcuni singolari strumenti astronomici. Uno gnomone che aveva il compito di illuminare la formella dell’Annunciazione che decora il pulpito esattamente il giorno del capodanno fiorentino, cioè il 25 marzo. Un altro gnomone che fungeva da orologio solare e una sfera armillare che permise al cosmografo Ignazio Danti di individuare l’esatto momento dell’equinozio di primavera. La sfera armillare è costituita da due cerchi di rame interconnessi: uno verticale e uno obliquo. Ogni giorno il sole, illuminando il cerchio verticale forma un’ombra ovale sulla facciata della Chiesa. L’ombra è lunghissima all’alba, si restringe a mezzogiorno per poi allungarsi sempre più fino al tramonto. Anche l’altro cerchio proietta la sua ombra sulla facciata individuando il viaggio diurno del sole sull’equatore celeste. Il giorno dell’equinozio le due ombre si riducono a due righe e formano una croce perfetta. E’ quello il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata.

Strumenti di questo genere furono decisivi per la riforma del Calendario giuliano che era basato sul convincimento che l’anno solare fosse costituito esattamente da 365 giorni e sei ore. La questione della continua regressione dell’equinozio era nota e dibattuta fina dal concilio di Nicea del 325, ma non era stata mai risolta. Durante il Concilio si era stabilito che la Pasqua dovesse essere celebrata la domenica dopo il primo giorno di luna piena seguente l’equinozio di primavera.

Determinare il giorno dell’equinozio era quindi diventato un problema religioso oltre che astronomico. Papa Gregorio XIII istituì una commissione di cui facevano parte il matematico Cristoforo Clavio, l’astronomo Giuseppe Scala e Ignazio Danti.

Grazie alle misurazioni di Niccolò Copernico, pubblicate qualche anno prima nel De Revolutionibus orbium coelestium libri sex e ai rilevamenti dello stesso Danti fu possibile determinare precisamente la durata di un anno solare: 365 giorni 6 ore 9 minuti e 10 secondi. Questo significava che nel 1582 si erano perduti dieci giorni rispetto al Concilio di Nicea durante il quale si era stabilita la data della Pasqua.

Fu così che tutti quelli che andarono a dormire giovedì 4 ottobre 1582 si svegliarono più vecchi di undici giorni perché secondo il nuovo Calendario Gregoriano con lo scoccare della mezzanotte si era entrati nel venerdì 15 ottobre 1582.

Se dopo la morte di Cosimo I, il figlio Francesco I non avesse deciso di lasciar andare a Roma il non gradito Ignazio Danti, forse oggi Firenze si potrebbe gloriare ancor di più di questa scoperta.

Daniele Niccoli

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