21 maggio 1536 – Lettera di Luigi Alamanni a Filippo Strozzi

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Firenze 365

Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

21 maggio 1536 – Lettera di Luigi Alamanni a Filippo Strozzi

Gli anni successivi alla caduta della Repubblica furono politicamente inquieti e incerti. La posizione del duca Alessandro de’ Medici, nonostante il matrimonio con la figlia naturale di Carlo V, era tutt’altro che solida. Sulla scena internazionale dominava il conflitto tra spagnoli e francesi e i fuoriusciti fiorentini ai fini di un rovesciamento istituzionale puntavano proprio sulla vecchia alleanza con i francesi.

Fra i più attivi il poeta Luigi Alamanni, antico nemico di papa Clemente VII contro cui aveva congiurato nel 1522 quando questi era ancora solo cardinale Giulio de’Medici. Il partito avverso al Duca Alessandro era assai eterogeneo e i “grandi” come Filippo Strozzi e i cardinali Giovanni Salviati e Niccolò Ridolfi diffidavano di chi, come Alamanni, aveva congiurato contro il principale esponente della famiglia di cui anche loro facevano parte, si era compromesso con la repubblica del ’27 e si dichiarava apertamente ostile all’Imperatore.

Per questo, pur essendo il principale sostenitore della causa fiorentina presso la corte francese, Alamanni non riuscì mai ad ottenere quella « procura » che gli avrebbe dato l’autorità necessaria a negoziare l’appoggio di Francesco I. A nulla valsero neanche le undici lettere che lo stesso Alamanni inviò tra l’aprile 1536 e il febbraio 1537 a Filippo Strozzi nel frattempo divenuto il principale finanziatore dei fuoriusciti

Magnifico et mio sempre honorando messer Philippo, hieri hebbi una vostra del primo di maggio in risposta ad una mia del sabato santo, et vedendo rotto lo antico silenzio per più cagion seguito qualche anno non vi potrei esprimere quanto mi paia essere ritornato quasi in tutto alla prima mia luce, et il mio tacere è stato solo per dubitare di non nuocer in costà non potendo di qua per allhora molto giovare  (Luigi Alamanni)

Nemmeno l’assassinio del Duca Alessandro vinse, almeno inizialmente, le reticenze di Filippo Strozzi impegnato inutilmente nella ricerca di un compromesso con Cosimo I, il nuovo Signore di Firenze. La situazione subì una svolta inaspettata nel luglio del 1937. Filippo Strozzi, in barba all’atteggiamento ambiguo tenuto fino a quel momento, organizzò una sfortunata azione militare contro Firenze senza aspettare l’aiuto dei francesi. Sconfitto a Montemurlo e imprigionato nella Fortezza da Basso, si tolse la vita il 18 dicembre 1538. Beffardo invece il destino di Alamanni che, prima di accasarsi alla corte di Caterina de’ Medici, si ritrovò ambasciatore del re di Francia presso lo storico nemico, Carlo V

L’aquila grifagna
Che per più divorar due becchi porta (Luigi Alamanni)

Daniele Niccoli

 

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