3 febbraio 1848 – Inaugurazione della stazione

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Vecchia stazione di Sesto
Foto tratta dalla pagina Facebook di Sesto com'era

Sesto giorno per giorno la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro Sesto una bella storia.

Un centinaio di fatti e date che caratterizzano la storia e la cronaca della città di Sesto con la speranza che ci possano essere d’aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l’anima che hai (Francesco Guccini)

SESTO GIORNO PER GIORNO

3 febbraio 1848 – Inaugurazione della stazione

 

La prima metà dell’Ottocento fu caratterizzata, fra le altre cose, dall’avvento di un nuovo mezzo di trasporto: il treno trainato dalla locomotiva a vapore. La realizzazione della prima ferrovia risale al 1825. Fu realizzata in Gran Bretagna. Collegava le miniere di carbone con Stockton e Darlington. In Italia la situazione orografica e politica non facilitò lo sviluppo delle ferrovie, ma il progresso non si poteva fermare e così, dopo la Napoli-Portici nel Regno delle due Sicilie, anche gli altri Stati della penisola progettarono e realizzarono strade ferrate.

Nel 1838 il granducato di Toscana realizzò la linea Leopolda che collegò Firenze con Pisa e Livorno, mentre qualche anno più tardi fu realizzata la linea Maria Antonia che andò a collegare Firenze con Pistoia. Su questa linea, inaugurata il 3 febbraio 1848 si venne a trovare la stazione di Sesto posta leggermente a sud di piazza della Chiesa. A causa di quest’opera il Borgo di Sesto fu tagliato in due dalla strada ferrata. Fu proprio allora che s’iniziò a distinguere gli abitanti di Sesto fra quelli che abitavano sopra o sotto i’treno. La viabilità nord-sud fu compromessa perché la ferrovia poteva essere superata solo attraverso il passaggio a livello di via di Rimaggio, che per altro,̀ rimaneva chiuso a lungo per consentire le manovre di scambio dei treni nella vicinissima stazione.

Le difficoltà procurate dal passaggio a livello nel 1869 sfociarono nella protesta dei cittadini che manifestarono impedendo la chiusura delle sbarre. A queste proteste spontanee seguì, nel 1879, una petizione che, firmata da industriali commercianti, ma anche da semplici cittadini, fu indirizzata al Comune affinché si adoperasse nei confronti del governo per lo spostamento della stazione. L’amministrazione comunale deliberò in favore della richiesta sia nel 1879 che nel 1883.

Alla base della domanda vi era anche l’inadeguatezza della stazione rispetto alle rinnovate esigenze delle aziende locali, prime fra tutte la manifattura Ginori, il saponificio Catanzaro, la fabbrica di cappelli di Del Panta e le fabbriche di granate di Brozzi, Campi e Signa. Le richieste dei sestesi trovarono una prima risposta nel 1890 quando l’amministrazione ferroviaria decise la sostituzione della vecchia stazione con una nuova spostata nella zona di Cafaggio. Qui però si preferì costruire un magazzino merci e allora la sede della nuova stazione fu spostata ancora più a ovest. L’iter burocratico, lungo e travagliato, comportò molteplici revisioni del piano regolatore, perché più volte si dovettero ripensare i collegamenti stazione-centro. Il tutto si concluse fra il 1899 e i primi anni del Novecento quando furono realizzate piazza Galvani, viale Luigi Ferraris, la seconda parte di via Garibaldi, il nuovo passaggio a livello di piazza della Chiesa e il sottopasso di via dei Ciompi.

Daniele Niccoli

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