15 novembre 1842 – Allargamento di via Calzaiuoli

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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

15 novembre 1842 – Allargamento di via Calzaiuoli

Gli Adimari sono stati una delle più potenti e antiche famiglie di Firenze. Addirittura il loro capostipite potrebbe essere arrivato a Firenze insieme alle truppe di Carlo Magno. Di sicuro erano già presenti in città ai tempi di Cacciaguida tanto che Dante approfitta del suo avo per descriverli come gente prepotente con gli umili e accondiscendente con i forti:

L’oltracotata schiatta che s’indraca
dietro a chi fugge, e a chi mostra ‘l dente
o ver la borsa, com’ agnel si placa (Dante Alighieri)

Il motivo di tanto astio sarebbe da ricercare nel comportamento di Boccaccio degli Adimari che si sarebbe impossessato di tutti beni di Dante dopo il suo esilio. Era questa una consuetudine che in tempi diversi aveva colpito anche gli stessi Adimari. Nel 1248, per esempio, avevano pagato l’adesione al partito guelfo con l’abbattimento della torre del Guardamorto su cui poi sorse la loggia del Bigallo. Ai tempi delle divisioni fra Bianchi e Neri la famiglia si schierò con la parte bianca ad eccezione del ramo dei Cavillucci di cui faceva parte, oltre che Boccaccio degli Adimari, anche Filippo detto Argenti perché avvezzo a ferrare il cavallo con il pregiato metallo. La leggenda vuole che l’Argenti girasse a cavallo per le vie di Firenze tenendo le gambe aperte in modo tale da colpire in faccia chiunque gli capitasse vicino. Così lo descrive Boccaccio:

uomo grande e nerboruto e forte, sdegnoso, iracundo e bizzarro

I racconti dell’epoca riportano anche uno schiaffo al Sommo Poeta. Gli elementi per collocarlo all’inferno erano più che sufficienti e Dante non mancò:

E io: “Maestro, molto sarei vago Dopo ciò poco vid’io quello strazio
di vederlo attuffare in questa broda far di costui a le fangose genti,
prima che noi uscissimo del lago”. che Dio ancor ne lodo e ne ringrazio

Ed elli a me: “Avante che la proda Tutti gridavano:”A Filippo Argenti!”
ti si lasci veder, tu sarai sazio: e ‘l fiorentino spirito bizzarro
di tal disïo convien che tu goda”. in sé medesmo si volvea co’ denti (Dante Alighieri)

Gli Adimari avevano le loro case sull’attuale via Calzaiuoli in prossimità del Duomo. Molte furono abbattute quando si rese necessario l’allargamento della strada che iniziò il 15 novembre 1842. Ancor prima era stata distrutta la Loggia che si trovava all’angolo con via delle Oche. Era detta Loggia della Neghittosa perché punto di ritrovo di tutti gli scansafatiche della città.

DANIELE NICCOLI

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