26 maggio 1540 – Il monumento a Giovanni dalle Bande Nere

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Giovanni dalle Bande Nere 2
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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

26 maggio 1540 – Il monumento a Giovanni dalle Bande Nere

Nel 1850 in piazza di San Lorenzo trovò spazio un singolare monumento dalla storia accidentata. Tutto iniziò il 26 maggio 1540 quando Cosimo I conferì a Baccio Bandinelli, che in quegli anni godeva dei favori del Duca, l’incaricò di realizzare una statua in onore di Giovanni dalle Bande Nere, padre dello stesso Duca di Firenze.

Bandinelli era certamente uno scultore capace ma il suo talento non era minimente paragonabile a quello dei suoi contemporanei Michelangelo e Cellini. All’epoca la sua opera più importante, Ercole e Caco, già faceva mostra di sé sull’arengario di Palazzo della Signoria, ma veniva ampiamente criticata per l’esagerato sfoggio di muscoli.

Ercole e Caco 1
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Le critiche non mancarono neanche per la statua di Cosimo I destinata al salone dei Cinquecento e che l’artista non riuscì mai a rendere somigliante al Duca. L’opera fu completata da Vincenzo de Rossi con risultati non esaltanti.

L’opera più criticata rimane però quella dedicata al celebre capitano di ventura e unico uomo d’armi della famiglia Medici. Il monumento era destinato alla cappella Negroni all’interno della basilica di San Lorenzo.

Il modesto spazio a disposizione indusse l’artista a ideare il condottiero in posizione poco marziale: non a cavallo o in posizione da battaglia, ma seduto su un basamento per altro dalle dimensioni esagerate. Non sappiamo come Cosimo I accolse l’opera del Bandinelli, certo è che cambiò idea circa la sua collocazione: la statua fu posta nella sala delle udienze in Palazzo della Signoria, mentre il basamento trovò spazio in piazza San Lorenzo. Solo nel 1850 la statua si riunì con il suo piedistallo.

I fiorentini, consapevoli delle vicende che avevano accompagnato il monumento fin dal giorno dell’attribuzione al suo autore e del suo lungo peregrinare, non mancarono di ironizzare sugli spostamenti e sulla singolare posizione del grande condottiero:

Messer Giovanni dalle Bande Nere,
dal lungo cavalcar noiato e stanco,
scese di sella e si mise a sedere

L’epigramma dimostra come fra Bandinelli e i fiorentini l’amore non fosse mai sbocciato. Certo il suo carattere iracondo non facilitò lo sviluppo di un rapporto sereno:

se dalla natura avesse avuto grazia d’essere più piacevole e più cortese: perché l’essere il contrario e molto villano di parole gli toglieva la grazia delle persone et oscurava le sue virtù…
Ancora il dire sempre male e biasimare le cose d’altri era cagione che nessuno lo poteva patire   (Giorgio Vasari)

Daniele Niccoli

 

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