22 settembre 1378 – La loggia dai tre nomi

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Loggia d'Orcagna 1
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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

22 settembre 1378 – La loggia dai tre nomi

Nella seconda metà del Trecento le numerose cerimonie ufficiali e le molteplici assemblee popolari, indussero la Repubblica fiorentina a pensare a un adeguato spazio coperto che potesse conferire il giusto rilievo a quelle manifestazioni. Fu così progettata e realizzata, in prossimità del Palazzo della Signoria una loggia adibita a quell’uso.

Secondo le cronache del tempo i lavori, sotto la guida di Simone Talenti e Benci di Cione, iniziarono il 22 settembre 1378 e terminarono intorno al 1382. Nacque così la Loggia della Signoria, ma, per l’errata attribuzione dei lavori ad Andrea di Cione detto Orcagna, la loggia è conosciuta anche con una diversa e, ormai più comune, denominazione.

Dopo la definitiva caduta della Repubblica, i Medici ebbero la necessità di arruolare un esercito di mercenari per il mantenimento del loro potere. Le truppe, arruolate da Alessandro de’ Medici, erano composte soprattutto da lanzichenecchi e la loggia servì, per un certo periodo, come loro accampamento. Pr questo motivo la loggia fu detta anche dei Lanzi determinando l’attribuzione di un terzo nome alla stessa struttura.

Le truppe di mercenari tedeschi rimasero a Firenze anche nei primi anni del ducato di Cosimo I, ma quando egli si sentì sufficientemente saldo al potere, allontanò i lanzichenecchi e sistemò in maniera diversa il suo esercito personale. Per volere dello stesso Cosimo I la loggia divenne allora uno spazio atto ad accogliere i massimi capolavori della scultura. Vi furono poste sia figure di epoca romana che papa Pio V aveva donato al Duca di Firenze, sia i capolavori dell’arte fiorentina rinascimentale come il Perseo con la testa di Medusa di Benvenuto Cellini e il Ratto delle Sabine del Giambologna. Quando nel 1583 si finì la costruzione degli Uffizi, Bernardo Buontalenti, creò sopra la loggia, una terrazza panoramica che permetteva ai granduchi e alla loro corte di assistere agli spettacoli che si tenevano sulla piazza della Signoria.

Il 7 aprile 1498 la loggia fu curiosamente divisa in due parti da una cancellata che aveva il compito di separare i frati domenicani da quelli francescani. Un po’ come succede oggi negli stadi fra tifosi di casa e quegli ospiti. Quel giorno avrebbe dovuto andare in scena la prova del fuoco per stabilire chi avesse ragione fra chi sosteneva le tesi del Savonarola e chi invece lo accusava di eresia. Le due fazioni non riuscirono a mettersi d’accordo sulle modalità della sfida e, dopo una lunga giornata di trattative, un improvviso temporale mise fine alla diatriba:

venne una grande tuono e un brusco tempo; pareva l’aria molto crucciata e piovve: e io lo so che mi immollai tutto per vedere l’esperimento del fuoco e sentii invece quello dell’acqua (Luca Landucci)
Daniele Niccoli

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