2 novembre 1474 – La Lega con Venezia e Milano

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Lorenzo il Magnifico
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Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

2 novembre 1474 – La Lega con Venezia e Milano

 Il processo che fra la fine del Duecento e i primi del Trecento portò gradualmente al passaggio dalle istituzioni comunali al governo di un unico signore nella maggior parte delle città del Nord si manifestò con un certo ritardo a Firenze. Formalmente le istituzioni repubblicane, resistettero fino all’investitura di Alessandro de’ Medici al ruolo di Duca, ma avevano già perso il loro valore con Maso degli Albizi alla fine del Trecento.

Questa evoluzione se da una parte provocò una semplificazione dell’assetto politico della penisola e determinò quel fenomeno quasi esclusivamente italiano di sviluppo culturale ed economico noto come Rinascimento, dall’altra impedì la formazione di uno stato unitario e provocò, nel XVI secolo, la perdita dell’indipendenza.

Nella seconda metà del Quattrocento i vari Stati cercarono inutilmente di prevalere l’uno sull’altro barcamenandosi con alleanze molto provvisorie in cui lo stato pontificio ebbe sempre un ruolo decisivo. Con l’elezione al soglio pontificio di Sisto IV, Firenze e i suoi territori divennero oggetto delle mire espansionistiche del Papa. In reazione agli eventi, Lorenzo il Magnifico sviluppò  relazioni amichevoli con Galeazzo Maria Sforza duca di Milano che per questo fu invitato a Firenze nel 1471. I giovani Lorenzo e Giuliano de’ Medici avevano a che fare con uno dei più superbi e ricchi signori dell’epoca,

 

Che peccati ho io? Ne ho pochissimi. Io non ho dell’altrui, né tolgo dell’altrui indebitamente. Sono pomposo un poco: non è un gran peccato in un Signore, se sono superbo. Io ho solamente il peccato di lussuria, ma quello lo ho in tutta perfezione, perché lo ho adoperato in tutti quei modi e forme che si possa fare  (Galeazzo Maria Sforza)

 

eppure riuscirono a impressionarlo con le loro ricchezze e le bellezze di Firenze. Non badarono a spese e forse proprio in quei giorni riuscirono a far capire al duca di Milano quanto pericolose fossero le mosse di Sisto IV che, grazie ai matrimoni dei suoi numerosi nipoti, stava creando una rete in cui rischiavano di rimanere impigliati tutti gli altri stati della penisola.

Il vero capolavoro diplomatico di Lorenzo fu la costituzione (2 novembre 1474) di una lega con Milano e Venezia, stati storicamente nemici. L’abilità politica di Lorenzo, sancita da questo e altri eventi successivi, non furono però sufficienti a pacificare completamente gli animi bellicosi di quello scorcio di Rinascimento: nel 1476 Galeazzo Maria Sforza fu ucciso durante una processione, nel 1478 fu la volta di Giuliano de’ Medici ucciso addirittura all’interno del Duomo di Firenze. Lo stesso Lorenzo, l’anno successivo fu costretto a un pericolosissimo viaggio a Napoli per sventare pericoli maggiori.

DANIELE NICCOLI

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