28 ottobre 1533 – Il matrimonio di Caterina de’ Medici

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Firenze 365

Firenze 365, la rubrica curata da Daniele Niccoli, autore del libro omonimo edito da apice Libri 

Fatti e aneddoti legati alla storia della città di Firenze raccontati giorno per giorno

Un aiuto per conoscere la nostra semenza e per intuire il nostro futuro.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
me per seguir virtute e canoscenza   (Dante, Inferno, canto XXVI)

28 ottobre 1533 – Il matrimonio di Caterina de’ Medici

 

Enrico II di Valois era il secondogenito di Francesco I, re di Francia e, come tale, non era destinato al trono. Quando sposò Caterina de Medici nessuno poteva quindi immaginare che quella donna, minuta e bruttina, avrebbe avuto un ruolo fondamentale, ma controverso, nella storia di Francia tanto da guadagnarsi il “titolo” di Madame Serpent.

Il matrimonio tra Enrico e Caterina fu celebrato direttamente da papa Clemente VII a Marsiglia il 28 ottobre 1533. La giovane Medici fu molto amata dal suocero, ma trovò alla corte parigina un clima ostile creato ad arte da Diana di Poitiers, la matura amante del marito. Anche per questo Caterina si circondò di persone di fiducia arrivate con lei da Firenze e che portarono un vento di novità alla corte francese.

Tra queste persone vi era anche un tal Ruggeri, pollivendolo e cuoco a tempo perso, che era diventato improvvisamente famoso vincendo una gara “per il piatto più singolare che si fosse mai visto” che si era tenuta alla Corte dei Medici. Ruggeri aveva preparato un dolcetto gelato detto anche “ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata” che tornò a preparare in occasione delle nozze di Caterina riscuotendo un grande successo.

Grazie a questa ricetta la sua fama alla Corte di Francia crebbe rapidamente, ma con essa anche l’odio che gli riservarono i cuochi francesi. Più di una volta fu aggredito nel tentativo di sottrargli la preziosa ricetta. Il pericolo indusse il buon Ruggeri a tornare in Patria. Consegnò allora alla Regina l’oggetto di tanto desiderio e così si congedò da lei:

con il vostro permesso ritorno ai miei polli, sperando che la gente mi lasci finalmente in pace e, dimenticandosi di me, si accontenti soltanto di gustare il mio gelato

I fiorentini introdussero alla corte francese anche altre pietanze: la zuppa di cipolle e la salsa colla, chiamata poi dai francesi besciamella in onore del Gran Ciambellano di Luigi XIV, Louis di Béchamel.

Sulla tavola dei francesi comparvero per la prima volta le forchette utilizzate in Italia fin dai tempi dei Romani, ma abbandonate durante il Medioevo. Erano state reintrodotte in Italia dai Bizantini e diffuse dai veneziani. A Firenze erano sicuramente in uso ai tempi del Magnifico come dimostra il dipinto sulle nozze di Nastagio degli Onesti di Sandro Botticelli.

I frati domenicani di Santa Maria Novella in occasione del matrimonio di Caterina preparano un profumo a base di bergamotto di Calabria che divenne celebre alla corte francese. Caterina infine avviò le aristocratiche francesi alla cavalcata all’amazzone. Per cavalcare ed evitare problemi in caso di caduta Caterina indossava un’altra novità, le mutande.

Daniele Niccoli

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